Auguri con i Babbo Natale in Vespa – Agrigento

Al grido ” Tutti per uno, tutti per vespa “, io ed Edite ci siamo uniti ad un gruppo di gioiosi Babbo Natale e alle loro vespe storiche. Buon Natale a tutti

 

Capperina dall’estetista

Nuovo rientro ai box. Questa volta è arrivato il momento di riparare una vecchia lesione alla traversa. Franco non è un carrozziere, ma un attento devoto del suo lavoro. Ha sistemato con cura una tovaglia colorata sul motore per ripararlo. Poi, con la precisione di un chirurgo e l’amorevolezza di un appassionato ha curato la ferita alla nostra macchina. Ad un certo punto, però, è sparito dietro il suo garage. Non l’ho più visto sino a quando non è uscito con la piccola latta di colore della 500, che conserva da 3 anni con grande meticolosità. La 500 sta diventando una scheggia di bellezza che illumina tante persone spingendole ad atti di bellezza. Non posso non citare le parole di un’ elegante signora che qualche anno fa mi disse: “Mio padre ha insegnato a me e alle mie sorelle ad essere sempre eleganti non per noi stesse ma per rispetto degli altri”. La bellezza è una forma naturale di rispetto, che genere sempre un’azione gentile in chi la osserva.

Bomboniere

Può arrivare un momento, nella vita di un uomo, in cui una donna, ad un certo punto, chiede a lui di riempire le bomboniere del loro matrimonio. A me è appena successo. Tanti capperi racchiusi nello spazio di due cucchiaini, che ripetono l’azione alcune centinaia di volte. Un’operazione semplice, se vogliamo. Ma una donna è più veloce, sempre. Provi a chiederti perchè, ma non trovi una risposta. Guardi e provi a starle dietro.”La manualità dovrebbe rilassarti caro Ale”, mi ripete sempre un amico. La manualità, però, sta a me come Madre Teresa di Calcutta sta al sesso. Appena ho terminato questa folle operazione, mi sono sentito un eroe. Un Ciulla eroe!

 

 

Il fratello gemello di Schumacher

Gli italiani, per fortuna, non crescono mai. E’ il loro bello.
Voglio usare queste parole di Mariagrazia per parlare di Paolo. Siamo entrati nel suo garage per revisionare i freni della 500. Macchine e attrezzi ovunque, come accade di vedere in qualsiasi officina meccanica.
Un poster di Schumacher in un angolo. Una foto con Schumacher al centro.”No, quello che vedete non è Schumy” ci ha detto arrivando all’improvviso alle nostre spalle. Appena ci voltiamo, ci è sembrato di essere di fronte al fratello gemello di Schumacher.
Che strano caso,ci siamo detti. Un ragazzo che indossa una tuta meccanica, che ricorda il famoso pilota della Ferrari.
Ma nel caso c’è sempre la ragione. Quella di una passione per le auto che diventa poi un lavoro.Ricordi belli di gioventù. Ora la vita da adulto è un’altra cosa. Poi, all’improvviso, parte la suoneria del suo cellulare col rombo di un motore Ferrari. Gli italiani, per fortuna, non crescono mai. E’ il loro bello. Grazie Paolo.

Tano di Mora – Agrigento

Quando incontri qualcuno fuori della norma, di lui dici che è un folle oppure un’artista. Io non so quale sia la differenza.
Tano di Mora è una persona che non passa inosservata. Abita in una provincia lontana dai circuiti dell’arte, ma la sua arte viaggia a 1000 all’ora. Oggi l’abbiamo incontrato e per qualche ora ci siamo sentiti trasportati sulla sua astronave, che è fatta di colori, di purezza, di gioiosi sgarbi alla noia della convenzione. Tano è un uomo vero, perchè ha il coraggio di parlare senza veli attraverso la sua arte. I suoi lavori possono sembrarti un pugno in faccia oppure farti ridere dentro.

Tiene nascoste nel suo laboratorio opere realizzate negli anni ’70, perchè “la Sicilia non è in grado di capirle”, dice lui. Ha detto di no ad una collaborazione con Dolce e Gabbana. La cravatta è un pezzo della sua arte addosso a lui. Chissà se è un Van Gogh dell’arte moderna. Lo dirà il tempo. Di sicuro è stato un apripista. Se guardi le sue opere pensi subito a Basquiat, ma lui, Tano, ha iniziato a fare le stesse cose dieci anni prima.
E’ affascinante conoscere un genio, mentre nessuno lo vede.

 

 

Pubblicazioni di matrimonio – la signora Maria Piraneo del Comune di Agrigento

E oggi (1° dicembre) è arrivato il giorno delle pubblicazioni del nostro matrimonio. Dal Comune di Agrigento facciamo una telefonata al Comune di Seregno per apprendere che dovremo pagare 200 euro come non residenti. “Va bene, facciamo un bonifico allora.” “No! Si deve pagare in contanti a me.” dice un impiegato dall’altra parte della cornetta.

“Glieli porto io, perchè a Dicembre sarò a Milano!” questa è stata la risposta della nostra eroica impiegata del Comune di Agrigento. Maria Piraneo è il nostro terzo ponte umano.pubblicazioni