Tappa n.73 – Milano, finalmente Milano

Un sogno sta per coronarsi: quello apparentemente prosaico, quello legato ai capperi di Linosa che da 10 anni Alessandro Ciulla voleva far arrivare in Piazza del Duomo, per far conoscere ai milanesi – e poi magari anche al resto degli italiani – la loro croccantezza, la loro perfezione, la loro unicità assoluta. I capperi nella mia mente, dopo tre mesi di lavoro assieme, si sono sovrapposti a questi due ragazzi così genuini e sinceri, perfettamente in sintonia tra loro e capaci di porsi all’Italia con tanto garbo e delicatezza, portatori di un messaggio di speranza nell’onestà e nella voglia di far andare le cose in modo diverso.  Il sogno romantico dovrà attendere ancora una manciata di giorni, ma è pronto a sbocciare e a realizzarsi anche lui.

Il “Doppio sogno” – e mi perdoni Arthur Schnitzler se utilizzo il suo titolo, ma è il più bello in cui mai mi sia imbattuta in tutta la mia storia di lettrice, al di là del contenuto della novella – dovrebbe sempre farci da guida: uno solo non basta a modificare il corso degli eventi, a far andare l’acqua dal basso all’alto, ad ottenere l’impensabile senza troppo sforzo. Guardare le situazioni con gli occhi ben aperti, ma saperli anche chiudere al momento giusto, permette di conoscersi, di far emergere la propria natura e di affrontare l’esistenza con serenità. Vanno rafforzati in continuazione i sogni, e anche condivisi il più possibile, perchè così, quando si realizzano, potranno far ricadere i loro benefici su un gruppo ampio di persone, propagandosi nell’etere e inducendo altri effetti a catena. In quanti abbiamo lavorato perchè la Capperina e i Ciulla arrivassero qui sani e salvi? Ma non solo in buona salute, anche non troppo provati e in grado di godersi i giorni a venire, rendendosi conto del passo che stanno per affrontare. Durante il viaggio avevano sempre troppe cose da fare, tante persone da salutare, dovevano essere sempre concentrati sulla rigida tabella di marcia che da Milano stavo imponendo loro. Adesso sono arrivati e possiamo rilassarci tutti. Si sono lasciati condurre con fiducia ma hanno anche partecipato attivamente ad ogni singola porzione di avventura, rendendo la nostra esperienza comune davvero unica.

Ce ne andiamo a zonzo per la città apparentemente senza meta, felici, tutti, di avercela quasi fatta. Complice anche il bel tempo che a febbraio è un vero regalo: Alessandro continua a dire che l’aria di Milano è puzzolentissima, ma credo dipenda solo dal fatto che ha vissuto una vita intera tra Linosa ed Agrigento, dove di sicuro certi odori non si sentono. In realtà il cielo è terso, di un azzurro quasi siciliano, c’è persino un venticello piacevole e le foto sono venute una meraviglia.

Manca ancora solo ancora un passo. Ma sarà il più importante, perchè lascerà un’impronta indelebile nelle vite di Alessandro e Edite e le segnerà per sempre. E noi ci saremo.

party del cappero

Mariagrazia Innecco

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