Tappa n.78 – Palermo in vista

Fame! Questa è stata la prima parola pronunciata da Alessandro all’alba della nuova vita (le 4 del pomeriggio del 17 febbraio 2016) mentre percepiva il bisogno primario di scendere dalla nave, raggiungere il più vicino panellaro e tacitare momentaneamente lo stomaco a digiuno da un numero esagerato di ore.

A tutti coloro che del sud e della Sicilia sanno poco poco, va detto che “pane e panelle” è un prodotto tipico da Street Food, nato assai prima che lo battezzassero così. Da tempo immemore cioè i siciliani mangiano questa delizia camminando per la strada e fuori orario canonico. Il pane che ci vuole si chiama “mafalda, mafaldina o muffoletta” ed è morbido, cosparso di semi di sesamo (niente a che vedere con i panini americani confezionati. Che orrore!) e profumato. Quel che ci si mette dentro sono delle squisite frittelle di mais, dette  “panelle o paneddi” oppure i “cazzilli” – i rotolini di purè di patate fritti che dalle mie parti si chiamano “crocchette“. Per godere al massimo meglio mettere nel pane sia panelle che cazzilli, senza contarli, abbondando.

palermo pane con la meusa

Ho già scritto che Alessandro – più volte durante il tour – si è lamentato degli olezzi non proprio divini che disturbavano le sue narici. Ora sta rimettendosi in sesto respirando a pieni polmoni l’odore di mare, di questo mare. Sì perchè non crederete mica che si assomiglino, l’aria di mare del nord – parlo di quella di Genova, non di quella di Amsterdam o di Copenaghen – e quella di mare del sud: sono diverse per odore, colore, calore e consistenza. Questa sa di casa ed è condita con la gioia di avercela fatta e di aver riappoggiato piedi e ruote sul suolo siculo: cambiati sì, ma sani e salvi. E non c’è niente di più appagante, subito dopo aver placato i morsi della fame, che andare a guardare il mare di Mondello approfittando dell’ultima luce. E’ comprensibile questo bisogno imperioso di riappropriarsi di ciò che è profondamente e visceralmente tuo, da sempre, dopo aver percorso centinaia di chilometri in terre poco note, anche se ospitali e bellissime.

Sicilia e sicilianità. E siciliani. Preparatevi perchè ne parleremo parecchio da adesso in poi: ma tranquilli non è una minaccia, è solo una bellissima promessa, parola di lupetto.

Mariagrazia Innecco

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