Tappa n.80 – Agrigento e il Giro è completo

Quando questa avventura è iniziata era esattamente l’8 novembre 2015, mentre ero ad Albenga ospite di un’amica. La buona educazione dice che non ci si alza la domenica alle 7 del mattino se non si è in casa propria e tutto è silenzioso: si sta tranquilli in camera e al massimo si guarda se in chat c’è qualcuno sveglio con cui fare due chiacchiere. Il Ciulla quel giorno era in linea ed era sveglio. Alle 8.00 in punto sono uscita felice dalla camera da letto di Angela: si sentiva profumo di caffè e avevo un nuovo sogno tra le mani. Bello da morire, divertente all’ennesima e tremendamente originale.

Sono passati 8 mesi (ma guarda che caso) e oggi, 8 luglio, il Giro del Cappero in 80 tappe si conclude anche sulla carta. Dal vivo era terminato il 18 febbraio con il rientro trionfale dei due sposini ad Agrigento, ma solo oggi possiamo considerare davvero completa l’esperienza, perchè è stata consegnata ad un racconto che resterà a disposizione di chi lo vorrà leggere. Cosa è successo in questi 240 giorni? Quanto siamo cambiati? E soprattutto, che basi abbiamo gettato per creare altre situazioni stimolanti?

Le risposte a questi interrogativi (e trovo sia bello concludere un ciclo formulando una serie di domande, anzichè tracciando un bilancio) saranno le basi di partenza della prossima fase di lavoro del Team del Cappero. Abbiamo capito che ci piace la freschezza, la semplicità, l’ironia. E che l’Italia, oltre che bella come già tutto il mondo sa (gli italiani a volte lo danno per scontato, ma vabbè) è piena, letteralmente piena di imprese, persone, luoghi ancora da scoprire e di cui raccontare. Ma soprattutto da collegare tra loro perchè si rafforzino e si sostengano vicendevolmente, consapevoli di far parte di una trama ricca e preziosa. Intrecciare i singoli capi per rendere il tessuto unico al mondo è lavoro certosino, ma di infinita soddisfazione (l’immagine che meglio visualizza questa mia proiezione è un particolare di un quadro di Alessandra Placucci, che ringrazio).

intrecciacoloririt.

In realtà dovrei riempire l’articolo di ringraziamenti: vorrei abbracciare tutte le persone che hanno creduto ciecamente che sarebbe stato bello partecipare, quelle che ci sono ancora e che hanno deciso di non mollarci, quelle che ci hanno camminato al fianco per un breve tratto e sono tornate alle loro occupazioni, quelle che ci hanno conosciuto solo ieri, ma sentono che c’è qualcosa di nuovo nell’aria e stanno già respirandola assieme a noi…

Siamo già tantissimi. Saremo sempre di più.

E ora in marcia, sulle tracce del Giro del Cappero: a presto, amici!

Mariagrazia Innecco

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