L’incredibile mondo di Angiolina – La Giostra della Memoria – San Salvo (Ch)

Ci sono attimi nella vita dove sembra che tutto abbia un senso. Non li avevi messi in bilancio: arrivano. Sono sintesi di qualcosa che non potevi aver immaginato e che non è frutto del tuo lavoro, nè della tua fantasia. Ti ci trovi davanti e li devi semplicemente trattenere perchè sono rari e preziosissimi, hanno il potere di dare a tutto un altro significato. Ovviamente inebriano e fanno girare la testa, fanno ammutolire, lì per lì non si fanno cogliere interamente. Ma poi con calma ci si ripensa e piano piano (come dice Valina) si ritrova l’orizzonte e ci si sente di nuovo padroni si sè, ma arricchiti.

Uno di questi attimi l’ho visto bene in faccia quando mi sono trovata davanti ad Angiolina. Sono sicura di poter dire che anche lei ha provato la stessa mia sensazione, perchè a distanza di qualche ora me lo ha confessato con gioia. Ho sentito che mi spalancava con enorme affetto il suo mondo, che mi invitava ad entrarci e che mi donava la sua fiducia con generosità, ma che allo stesso tempo mi consegnava un compito immane: quello di capire e assimilare 30 anni della sua esistenza, lasciando tutto come lo ha messo lei, ma modificandolo al contempo, propagando le sue motivazioni, parlando di lei al mondo ma con delicatezza.

So che fino a qui non ci avete capito nulla. Ed è giusto così. Bisogna avere pazienza quando le cose sono importanti. La devo avere io che scrivo in diretta, collegata idealmente a lei, come se mi dovesse dare il suo placet parola dopo parola. Però so anche che devo scendere dalla nuvola e parlarvi di cosa ho visto, di cosa ho sentito, nella speranza di riuscire a trasferire le sensazioni che ho vissuto, perchè vi arrivi prepotente il bisogno di provarle sulla vostra pelle.

Siamo a San Salvo, in Abruzzo, a pochi chilometri dal confine con il Molise. Il paese non è grande e più o meno si conoscono tutti. A forza di vedersi, e di vedere ogni giorno le stesse cose, si perde ovviamente la capacità di guardare con occhi nuovi: capita ovunque e capita anche qui. Sono 30 anni, seppure si è trattato di un lavoro in progress, che i sansalvesi vedono Angiolina Balduzzi dedicarsi agli oggetti. Si sono abituati. Fa parte, come si suol dire, del “panorama”: quando appare per la strada nessuno si stupisce del suo abbigliamento variopinto e anticonformista. In molti sono entrati nei suoi spazi espositivi e sanno bene che lavoro immane ha portato avanti. Ma solo se glielo racconta qualcuno che viene da fuori e vede all’improvviso tutto assieme, possono davvero rendersene conto.

Angiolina ha creato, spinta da un’energia interiore irrefrenabile, un unicum mondiale. Non ha esitato a investire tutto quello che possedeva – e anche qualcosa di più – per mettere a disposizione delle persone il fiume di saggezza tradotto in oggetti che le scorre dentro.   La sua Giostra della Memoria non è un museo. E’ un’occasione espositiva, è un labirinto che assomiglia alla vita, è uno spazio interattivo – non immaginate nulla di tecnologico, perchè ne è l’esatto contrario – dove interazione significa possibilità di toccare, annusare, palpare, parlare di oggetti che a loro volta parleranno e metteranno a disposizione la loro saggezza accumulata a volte negli anni, a volte nei secoli. Non sono polverosi questi oggetti.

Sono loro stessi, guardano la loro demiurga che li tocca e li sposta in continuazione, per trovare chissà quale nuova armonia, ma tanto sono sempre belli in qualsiasi posizione. Parlano è vero, ma a volte sanno anche scrivere.

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Non esagero dicendo che ciascuno di loro sa esattamente perchè è lì e quale è la sua funzione, oltre a cosa è servito prima di entrare in questo meraviglioso mondo dove c’è spazio per tutti. Angiolina ha comperato 5 case contigue perchè ognuna di queste cose  si sentisse a proprio agio e non dovesse temere di essere sfrattata: 17 stanze che aiutano la memoria a rimanere agganciata a quel c’è stato. In modo bizzarro, colto, fantasioso, mai uguale. Ed ecco che ci sembra di entrare nel laboratorio di una sarta, nell’abitazione di una sposa che espone il suo corredo, di essere in un’ aula, o dal ciabattino. Andiamo dallo speziale, dal dottore, a pranzo da qualcuno che ha apparecchiato con le sue  stoviglie migliori. Viviamo, nelle stanze di Angiolina, tutta la vita. Leggiamo, giochiamo, parliamo, saliamo e scendiamo scale una dentro l’altra, perdendoci ma sentendoci guidati da lei o dalla sua magica incredibile dolcissima figlia, Valina. E, almeno per quanto mi riguarda, vorremmo non uscirne più, o perlomeno tornarci mille e mille volte.

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Mariagrazia Innecco

http://itinerari.vasteggiando.it/itinerari/visita-guidata-giostra-della-memoria/

Sua Maestà il Carciofo – Masseria Zinni (San Salvo-Chieti)

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Sono stata quattro giorni a contatto con una realtà che avevo solo parzialmente intuito ma che nei fatti si è rivelata molto più intensa e sapida di quanto avessi previsto. Sono fatta così: quando una situazione mi attrae creo velocemente le condizioni perchè si possa anche manifestare, visto che non mi piace perdere tempo quando ci sono buone premesse perchè qualcosa accada e si materializzi.

Nel caso particolare è stato un intero paese ad attrarre la mia attenzione. Mentre scrivevo della tappa n. 40 dedicata a San Salvo, continuavo a sentire un richiamo forte e per certi versi anche imperioso. Dovevo andare di persona a conoscere spazi e persone capaci di evocare tanta energia. Non è stato difficile conciliare le reciproche esigenze logistiche. Ed eccomi immersa in una dimensione inconsueta, subito accolta come amica di vecchia data, perfettamente a mio agio e soprattutto molto serena.

A un primo sguardo la Masseria Zinni non è molto diversa da una casa colonica così come chiunque sia stato in campagna può immaginare. Erano costruite secondo lo stesso schema in tutte le regioni italiane: essenziali, grandi, perchè ci stava più di una famiglia, con i campi attorno, una bella aia per lavorare i prodotti, ma anche per fare festa tutti assieme in tanti momenti dell’anno. Ecco tutto questo c’è ovviamente. Ci sono anche 4 cani e un gatto, un po’ di sano disordine, e se piove arrivano le pozzanghere. Ma non basterebbe.

Ci sono Angelo, Maria Antonietta, Massimo, Elena che insufflano il loro modo di essere a queste pareti e a questi campi, dando loro un calore e un sapore che non ho mai provato sin qui; lavorando molto, ma anche sapendosi fermare per accogliere chiunque arrivi, sempre pronti al convivio e allo scambio. Rara dote. Forse stanchi a tratti, preoccupati, o magari proprio tristi per la morte di un cucciolo di labrador che non è riuscito a diventare abbastanza grande per vivere. Ma comunque sempre sorridenti e ospitali.

Loro sanno sorridere anche ai prodotti del loro lavoro. Li rispettano e onorano con consapevolezza. Non ne sprecano nemmeno uno e quel che non viene venduto appena colto oppure consumato in famiglia o con gli amici, viene conservato in modo sapiente e naturale, in modo che resti il più possibile identico a come era appena raccolto. Non sono entrata in dettagli tecnici, non so quanti quintali di ortaggi producono. Francamente non mi interessava. Ho però conosciuto di persona il Re della loro produzione: il carciofo di Cupello, una delle 90 qualità di carciofo che si producono al mondo, e che proprio in questa zona, e solo in questa, alligna festoso.

E’ piccolo, tondino, perfetto nella sua disarmante bellezza. Violaceo e praticamente così giovane e fresco da non avere la barba. Le bimbe di questa zona imparano presto dalle mamme e dalle nonne a cucinarlo in mille modi diversi e in questa stagione è il piatto forte di tutti i pasti, perchè non ci si riesce mai a saziare di tanta bontà, non viene mai a noia. (Ho parlato delle bimbe, ma forse sbaglio: tutti lo cucinano. Ho incontrato tanti ragazzi che sanno cucinare bene da queste parti, e molti scelgono proprio stare in cucina per professione.)

masseria zinni(g4 ravioli ai carciofi)

In Masseria nulla viene sprecato: tutto ciò che non viene venduto o consumato viene velocemente “curato” e “ricoverato” in grandissimi barattoli di vetro, dove i cuoricini bianchi e perfetti vengono messi sotto acqua e pochissimo olio. Non posso descrivere la sensazione che ho provato assaggiandoli. Vi sembrerei esagerata e perderei credibilità per il futuro.

Non vi resta che provarli di persona. In che modo?  Io non ve lo dico, ma sappiate che non troverete solo carciofi!

Mariagrazia Innecco