Giornata n.1 – le considerazioni di Alessandro e Edite

Il primo giorno del nostro giro è sembrato un tappone alpino dal punto di vista delle temperature. A Canicattì abbiamo trovato il clima di Sondrio, a Caltanissetta quello delle Prealpi, a Enna sembrava di essere sul Monte Rosa.
Incalzati da un ritmo di puntualità quasi milanese, abbiamo incontrato tutti i nostri contatti in agenda, e, come accade spesso nei viaggi, anche quelli imprevisti. Non abbiamo conosciuto persone, ma volti che si raccontano come quelli puliti e rassicuranti del sindaco di Leonforte e dei suoi assessori, che stanno ripianando con fermezza i debiti di anni di scialacquamento, anche se questo produrrà un po’ di lacrime e sangue. O il viso di Valentina, che resta a Canicattì sino a quando a Milano non sapranno finalmente che Canicattì esiste davvero. Altre menti ad Enna, poi, hanno sviluppato una maestria che ha la passione di un giovane pasticciere e la bontà del “biscotto comune“, da assaggiare solo alle estremità, quando ti sposi, lasciando il centro alle ragazze in cerca di marito. Prima di partire, senza averlo programmato, ti senti dire che l’unico arancino a due strati di riso presente in Sicilia con tanto di marchio brevettato lo ha inventato un tizio di nome Rosario e di cognome Umbriaco (non scherzo) che chiedo di conoscere a tutti i costi. Una telefonata veloce e siamo da lui in due minuti. Ci accoglie nel suo laboratorio e, in piedi, in una posa quasi mussoliniana, inizia a declamare ad una folla di quattro presenti del primo strato con menta selvatica e zafferano e di un secondo strato con ricotta fresca, prezzemolo e pepe nero, con al centro una fonduta di piacentino ennese dop. Ma chi ha il tempo di raccontare questa Sicilia in due parole? Domani ci aspetta un vulcano!

Alessandro Ciulla

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