Tappa n.74 – Seregno un matrimonio special

Prendete una bella ragazza dalla pelle bianchissima, che ancora non sa esprimersi troppo bene in italiano perchè arriva da un Paese dell’Europa Nord Orientale. Poi prendete un uomo (ragazzi diciamo che si resta fino ai 35, poi si diventa uomini anche al giorno d’oggi) dalla pelle un po’ meno bianca, ma solo perchè parecchio abbronzata, che si esprime molto bene in italiano, ma ancora meglio in siciliano.

Lasciate perdere le congiunture che li hanno portati uno di fronte all’altro se no ci impiego due mesi a raccontarvele. Pensate solo che ad un certo punto il miracolo accade e dopo una cena organizzata da un’amica comune e intelligente, scatta la scintilla che li fa avvicinare. Poteva finire lì, anzi magari poteva continuare in modo del tutto prevedibile, invece a queste due persone piace fare accadere cose decisamente speciali. Lui scopre che se ha lei vicino, finalmente la vita assume il sapore giusto, lei scopre la stessa cosa, ma in più comincia a pensare che forse vivere dove l’estate dura tre quarti dell’anno è più bello che dove sì e no dura 15 giorni.

mica solo mare

Poi scopre che le piace da matti stare accanto alla mamma di lui quando cucina, e in men che non si dica impara trucchi e segreti culinari che solo le siciliane autoctone di solito conoscono. Lui è speciale sì, ma fondamentalmente masculo, e quindi sensibile oltre che alla sua beltà, anche alla sua abilità ai fornelli. Le fa una proposta che lei accetta di buon grado e che porta avanti con una serietà e precisione decisamente nordiche (chi è stato in vacanza a Linosa sa esattamente di cosa sto parlando).

Ora dobbiamo fare un salto temporale di 7 anni, durante i quali i nostri due beniamini hanno molto lavorato, si sono molto affiatati, si sono creati una clientela di tutto rispetto e hanno gestito al meglio una struttura alberghiera a Linosa chiamata Linoikos.

In zona cesarini, poco prima che per dolorose e inspiegabili vicende Linoikos debba essere smantellata, nella vita dei due arrivo io. Giuro, ma proprio giuro che non avrei mai pensato che sarebbe successo quel che è successo. Giuro, ma proprio giuro che non c’è stato nulla di premeditato. Arrivo, dicevo, a Linosa. Per cinque brevissimi giorni. L’ultimo, un secondo prima di salire sull’aliscafo, lui mi confessa che da tantissimi anni accarezza uno strano sogno: vorrebbe portare fisicamente i capperi della sua Linosa fino a Milano.

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Ora non è che vi voglio raccontare tutto daccapo: chi ci segue da mesi la storia la sa già. Forse però non sa che, dopo aver preso questo desiderio molto sul serio (sono nordica anch’io, ma soprattutto non discuto mai i sogni altrui) e aver cominciato a lavorare sul progetto come se fosse l’unica cosa al mondo degna di essere seguita, mi sono spinta oltre. Faccio spesso così. Non mi bastava mettere in piedi il Giro del Cappero (ovviamente in 80 tappe!), lavorarci come se fosse l’idea più bella mai sentita, coinvolgere nell’avventura decine e decine di persone… volevo anche la ciliegina sulla torta, perchè se si deve far nascere una favola bisogna farlo fino in fondo. Ed eccomi a far notare che stava procedendo tutto bene, ma che per raggiungere il massimo dei risultati ci sarebbe voluto un “degno” coronamento.

In 10 minuti di chat la mia idea era stata accettata – e quindi ne deduco che fosse già ampiamente presente nella fantasia di entrambi – fatto sta che nessuno ancora ci aveva pensato concretamente e men che meno ne aveva parlato. Sia Alessandro che Edite però sono persone di parola: detto sì una volta si va avanti su quella strada fino a compimento.

Quindi eccoci arrivare al 13 di febbraio, esattamente 4 mesi fa.

Fate il calcolo di quante probabilità ci sono che un uomo nato ad Agrigento e una donna nata a Riga convolino a nozze in una località della provincia di Milano con la quale non hanno mai avuto relazioni. Della quale non hanno forse nemmeno mai sentito il nome. Ma così doveva andare e a Seregno questo matrimonio si doveva fare. Grazie all’organizzazione impeccabile della nostra amica e Pierre Eva Musci è andato tutto alla perfezione: il corteo delle 500 storiche arrivate anche da fuori città e che hanno seguito la Capperina Turchina più raggiante che mai, la cerimonia officiata dal Sindaco Edoardo Mazza, i saluti dal balcone degni di una coppia reale, il rinfresco intimo e affettuoso.

Ci siamo emozionati tutti, eravamo tutti molto coinvolti, molto più di quanto accada di solito, intendo. Probabilmente abbiamo colto l’occasione per rendere questo matrimonio un simbolo, un esempio, un faro luminoso che ci potrà guidare a lungo, costruendo percorsi e fornendo spunti a tutti coloro che vorranno partecipare a questa avventura di vita, che per quanto privata è anche a disposizione di tutti coloro che ne vogliono attingere.

A chi non riesce a cogliere appieno il significato delle mie parole ma se ne sente attratto, dico solo di pazientare e di continuare ad esserci, di continuare a stare con noi, perchè quello che si è ufficialmente costituito il 13 di febbraio 2016 non è solo un nuovo nucleo familiare: è un sogno di vita che produrrà magia per parecchio tempo, parola di una seria e severa realizzatrice di sogni!

Mariagrazia Innecco

Bomboniere

Può arrivare un momento, nella vita di un uomo, in cui una donna, ad un certo punto, chiede a lui di riempire le bomboniere del loro matrimonio. A me è appena successo. Tanti capperi racchiusi nello spazio di due cucchiaini, che ripetono l’azione alcune centinaia di volte. Un’operazione semplice, se vogliamo. Ma una donna è più veloce, sempre. Provi a chiederti perchè, ma non trovi una risposta. Guardi e provi a starle dietro.”La manualità dovrebbe rilassarti caro Ale”, mi ripete sempre un amico. La manualità, però, sta a me come Madre Teresa di Calcutta sta al sesso. Appena ho terminato questa folle operazione, mi sono sentito un eroe. Un Ciulla eroe!

 

 

Pubblicazioni di matrimonio – la signora Maria Piraneo del Comune di Agrigento

E oggi (1° dicembre) è arrivato il giorno delle pubblicazioni del nostro matrimonio. Dal Comune di Agrigento facciamo una telefonata al Comune di Seregno per apprendere che dovremo pagare 200 euro come non residenti. “Va bene, facciamo un bonifico allora.” “No! Si deve pagare in contanti a me.” dice un impiegato dall’altra parte della cornetta.

“Glieli porto io, perchè a Dicembre sarò a Milano!” questa è stata la risposta della nostra eroica impiegata del Comune di Agrigento. Maria Piraneo è il nostro terzo ponte umano.pubblicazioni